La tratta dei cuccioli

Pubblicato il da documentariweb

L’affare è di 300 milioni di euro. Una cifra incredibile per un commercio “sottotraccia”, completamente illegale sgominato nei giorni scorsi dalla squadra Mobile di Torino e dal Corpo Forestale dello Stato. Quello di cuccioli di cani importati illegalmente dall’est Europeo e messi in vendita presso allevatori compiacenti di Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna.

Una maxi-indagine condotta dalle procure di Torino, Pinerolo e Ivrea ha portato all’incriminazione, sia pur a piede libero, di 27 persone. A tutte è stata contestata l’associazione a delinquere; le accuse sono quelle di maltrattamenti di animali, falso in atto pubblico e truffa. Nel corso dell’ultimo blitz avvenuto la scorsa notte, le forze dell’ordine hanno intercettato un Tir all’interno del quale, chiusi in scatoloni, vi erano più di 300 cuccioli vivi (in 50 non sono riusciti a superare il viaggio) di Chihuahua, Carlini, Terrier e Beagle. «Tutti cani di razza piccola - ha spiegato Renzo Morolla della Forestale - perchè il loro trasporto presenta meno problemi, nonostante l’alto tasso di mortalità.

In ogni caso l’affare è di vastissime proporzioni e il ritorno economico che abbiamo calcolato in 300 milioni di euro veniva gestito da un vero e proprio sodalizio criminale». Allevatori prima di tutto ma anche veterinari che certificavano documentazione falsa sulle vaccinazioni e inserivano sottopelle ai cuccioli microcip con dati fasulli, «Se si considera che nell’esercizio di queste funzioni i veterinari sono pubblici ufficiali - ha sottolineato il capo della Criminalpol Marco Martino - si comprende meglio la gravità delle accuse che abbiamo mosso».

L’ultimo carico che è stato intercettato dalla polizia era destinato ad alcuni allevamenti piemontesi di Torino, Bruino, Pavone, Samone, Carmagnola, Frossasco e Pinerolo. Tra gli indagati anche alcuni fornitori stranieri (bulgari, ungheresi e romeni), i corrieri, in particolare autotrasportatori di generi alimentari e mediatori commerciali, compresi alcuni titolari di negozi di animali.

In questa ultima fase inquirenti e investigatori si sono avvalsi anche di intercettazioni telefoniche e ambientali e delle confidenze di un allevatore piemontese “pentito” che avrebbe messo la polizia nelle condizioni di intercettare numerosi carichi di cuccioli. l maltrattamenti non riguarderebbero solo le modalità di trasporto, «i cani vengono in genere sottratti all’allattamento prima dei due mesi e ciò può provocare disfunzioni di rilievo al cane anche in età adulta. In diversi casi abbiamo riscontrato, ad esempio, che alcuni cuccioli avevano un microcip sulla pelle fissato con l’Attak».
( Fonte: cronacaqui.it)


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