" La busta paga di Fracchia". Paolo Villaggio e la tv in bianconero

Pubblicato il da documentariweb

« C'era uno che si chiamava Fracchia, Giandomenico Fracchia. Ed era un nevrotico, uno che di fronte ad una ragazza che gli piaceva non riusciva a spiccicar parola, e di fronte al capufficio si cagava addosso. Ed è una malattia molto comune, cioè un eccesso di paura, di timidezza. » ( Paolo Villaggio riguardo Fracchia)

Il ragioniere Giandomenico Fracchia è " l'ipertimido, il caso patologico", a detta dello stesso Villaggio. È vigliacco, strisciante, goffo e ipocrita, schizofrenico nel suo essere servile. Va spesso in situazioni di ansia che lo gettano in una confusione tale da farlo esprimere a stento e con strafalcioni, Caratterizzato da una voce roca, sfiatata (come quella di Fantozzi) e dai numerosi tormentoni come " Mi si sono intrecciati i diti, me li streccia?", " Sto piombando in un marasma agghiacciante", " Abbia pietà", " Com'è buono, lei!".

 

 

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